giovedì 21 luglio 2016

Voyager

Giacobbo, col suo Voyager, è l'esempio perfetto del favolista moderno, perchè i suoi "documentari" iniziano come le favole d'altri tempi con il solito attraente "C'era una volta...", poi si snodano su una trama ricca di colpi di scena a metà, incorniciati da tanti se e tanti ma che ti consolidano il dubbio di venire preso per il culo, e finiscono sempre in un simpatico "chissà...forse un giorno lo scopriremo", come ogni serial TV moderno che si rispetti, lasciandoti puntualmente con una sensazione di vuoto addosso e tanti punti interrogativi destinati a restere tali per sempre. E' un pò uno stronzetto paraculo diciamo, ma come si può evincere dalla panza via via sempre più gonfia e dal sorriso paffutello, la formula evidentemente è di successo e di buffet per celebrarlo in redazione ne deve aver già fatti tanti.

mercoledì 6 luglio 2016

Spazi nuovi dentro


Di quando ero piccolo mi manca lo stupore. Me ne rendo conto osservando gli occhi di mia figlia, il modo in cui catturano e si fanno catturare dalle esperienze nuove. Sì, riesco a regalarmi qualche sussulto ognitanto, come quando apro un barattolo nuovo di caffè e l'aroma mi invade i sensi, o come quando una canzone mi emoziona, per intenderci.
Ma non sono propriamente "sensazioni nuove". Quello dello stupore è un meccanismo diverso. E' più uno scoprire pezzi di sè e doversi ricalcolare. Dovrebbe succedermi qualcosa capace di disseppellirmi qualche porzione incontaminata di interiorità, di paracadutarmi in un posto nuovo dentro, da qualche parte. Come quando nei documentari sul pianeta l'occhio del satellite fa una panoramica su luoghi incredibili di cui prima non immaginavamo l'esistenza, o che solo potevamo ipotizzare, e ne restiamo colpiti. Ma mi rendo conto che è una contraddizione in termini, perchè mentre ne parlo sta già accandendo qualcosa: mi sto stupendo dello stupore di mia figlia, uno spazio sempre nuovo dentro di me.

lunedì 11 aprile 2016

Oblio autoconservativo


L'amore per la vita nasce anche dal dolore. Come quello causato dall'immagine assurda del corpo di un bimbo disteso tra i sassi e martoriato dalla barbarie della guerra. Guardo mia figlia, della stessa età, mentre mangia le fragole in ginocchio su una sedia per grandi, coi capelli puliti e le mani piccole. Non so se mi sento piu fortunato o se avverto maggiormente il peso delle mie responsabilità, però mi sento pieno di amore, e vorrei rassicurarla e stringerla forte e augurarle tutto il bene possibile. Ma sta mangiando le fragole e non la voglio disturbare adesso. Invece andrò a lavorare come sempre e probabilmente mi incazzero' per le solite puttanate. Come tutti...con quell' immagine indistinta parcheggiata nel retro cranio, destinata via via a svanire nel tran tran quotidiano. E' che, più che ricordare a loro, sta a noi non dimenticare cosa è importante.

Sogni di gloria

Adesso l'erba c'è, noi che la sognavamo ma sotto i tacchetti avevamo solo terriccio e sassi. E ce n'è tanta che il campo non si vede piu. Ma la mia prima porta a 11 è ancora qui, ben visibile. Le mie prime borsiti ai fianchi sono qui. I primi voli a fil di palo, e gli errori madornali. Le ginocchiere rotte e i guanti da due soldi, come quelli con cui i bisnonni rastrellano i pollai. Il sogno di diventare un campione, poi sfaldatosi come le maglie di questa stessa rete. Il numero 1 sulla schiena cucito a toppa dalla mamma. Le urla dei genitori galvanizzati. I rinvii dal fondo che non arrivavano manco a metà campo. E' tutto qui. Pero' che bello è stato.

giovedì 3 marzo 2016

Brutal Psycho Project incoming

Io ed il mio fido collega, viste le copiose recensioni lette a riguardo sui siti musicali, pensavamo di metter su anche noi una di quelle band Death Grind Brutal Speed Extreme MetalCore che vanno tanto di moda adesso, un genere che sembra avere ormai scalzato ogni altro, con seguaci e adepti in tutto il mondo, a farla da padrone nel panorama della musica tosta qualsiasi nefandezza ci riversino dentro. Come da copione allora, il nome sul disco sarà in carattere gotico, tassativo, il più arzigogolato possibile, di quelli che senza una lente di ingrandimento, un po' di fantasia e un briciolo di conoscenze in campo mitologico e\o horror stories, non ci si capisce una fava. Di quei nomi che una volta letti vi verrà istintivo tastarvi i maroni per gli immancabili rimandi a brutture degli inferi, budella spante o eroi decapitati in battaglia a cui in questo genere ci si deve ispirare. Le nostre copertine avranno immagini inquietanti o sanguinolente quindi, che solo a guardarle vi verrà voglia di contemplare il suicidio o di temere il peggio per il vostro futuro; colori cupissimi e dentro almeno una croce capovolta, qualche demone nell'atto di farsi una fanciulla e molto splatter. La prerogativa sarà quindi di una musica infernale, due note perpetrate ad oltranza dall'inizio alla fine del disco, tripla cassa continua, violentamento delle chitarre con compulsivo sfascio delle corde vocali, e soprattutto linee vocali a scarico di tombino, che non ci si capirà una parola e quelle che saranno scandite bene saranno in latino, poiché il latino, vero o inventato, fa cupo e figo, e non lo sa quasi nessuno. La nostra larga fetta de fans sarà composta da ragazzi depressi affiliati a qualche setta, soggetti che in camera da letto al posto della scrivania hanno un altare, convinti che il bene sia una ramificazione fortuita del male assoluto, i cui genitori vivono altrove convinti di aver cresciuto dei bravi bambini, e invece sono potenziali assassini in cerca del lato oscuro della forza. Saliremo infatti sul palco con la maschera del demonio, o di qualche bestia, e al termine del concerto, sul parterre resteranno solo i corpi tumefatti dal pogo estremo di adolescenti che contemplano l'assassinio dei parenti perchè la vita è una schifezza...ma noi non saremo tornati nel nostro girone, saremo semplicemente nel backstage con le patatine al formaggio , la playstation e i western di Eastwood in TV a chiamare la mamma per dirle che il film al cinema era bellissimo e che torneremo presto a casa quella sera. La nostra band si chiamerà in un modo inquietante, sulla scia dei più famosi "crematory", "mortiis", "septagon", "autopsy", "funeral marmoori", "lucifer's child", "gorgor", "exmortus", "motus tenebrae", "sanitarium" "obscura", "impaled nazarene", "suicidal tendencies", "katatonia", "repulsive dissection", o "agoraphobic nosebleed"..... noi ci chiameremo "BEPANTHENOL" !!!


Robe al contrario

Con i tempi che corrono, quello che dopo averti procurato un danno sulla macchina ti lascia un biglietto sul parabrezza per farsi richiamare, ti viene non solo di ringraziarlo, come se ti avesse fatto un favore o una piccola sorpresa, ma quasi quasi ti senti in imbarazzo a parlarci di risarcimenti,e soldi, e cose spicciole materiali ...piuttosto finisci, come me, per incontrarlo e per offrirgli un caffè senza riuscire ad esprimere il tuo disagio nel dovergli comunicare i centesimi, che magari come nel mio caso scopri che è pure simpatico e ha una macchina scassata perchè deduci arriva a malapena a fine mese, che ne so...te le canti e te le suoni insomma, diviso equamente tra scrupoli e diritti, e intanto pensi che le cose ormai stanno proprio messe alla rovescia!!!

giovedì 21 gennaio 2016

Il venditore di olio d'oliva

Mi ricordo di quella mattina in cui un tizio mi sveglia telefonandomi al cellulare alle dieci di sabato per rifilarmi una cisterna di olio d'oliva. Io sono appena smontato dalla notte. Spiego che l'olio me lo vado a comprare sotto casa al botteghino dalla signora con l'alito che puzza, che sono già stato svegliato dal camion dell'immondizia con problemi di incastro sul meccanismo, e dal postino cui piace farmi aprire il portone anche se la posta è sempre per la vecchia dell'ultimo piano e che non so neanche come mi chiamo ma che dovrebbe iniziare con la A. Il tipo però è esuberante, entusiasta e anche un pò testardo, e continua a ripetermi che l'offerta è eccezionale. Spiego che non c'è niente di più eccezionale di un risveglio senza rotture di coglioni, e che l'unica roba commestibile di cui voglio sentir parlare appena aperti gli occhi è il caffè, il resto può sparire dalla faccia della terra, compresa la sua offerta. Ma lui incalza, come non sentisse, e anzi dice di apprezzare la mia ironia e ripropone l'offerta. Allora chiedo se non gli secca se attivo il vivavoce, così mentre ascolto la sua proposta mi faccio il bidè col saugella, mi lavo i denti col bicolore bigusto, e tiro l'acqua del cesso, momento in cui potrebbero sfuggirmi alcune cose importantissime del suo imperdibile discorso, ma che in caso me le può ripetere. Mentre parla di sapori e miracoli alimentari mi faccio il caffè e gliene offro un pò come fosse con me lì in salotto, alternando qualche sì a qualche no a casaccio. Gli parlo di mia nonna che da uno come lui è stata fregata e che per rendere un olio schifoso ha dovuto anche pagare le spese di spedizione che sembravano gratuite. Finiamo per parlare di parenti anziani, della cucina di una volta, che anche sua nonna ai fornelli è una bomba, e chiedo se usa l'olio che lui vuole vendermi. Dice di sì, allora gli chiedo il numero di sua nonna, perchè voglio chiamarla per assicurarmi che con quell'olio le pietanze escono una favola e poi la staccionata la salto come quello della pubblicità. Non accetta ma insiste su un discorso di fiducia e retroattività dell'acquisto. Monto in macchina e siamo ancora al cellulare, praticamente parliamo di juve, di macroeconomia, di musica e di risvegli del cazzo. A un certo punto mi dice che comunque è stato un piacere parlare con me, anche se non ho comprato nulla, e che deve chiudere perchè va a prendere sua moglie. Sono già al bar. Gli propongo di richiamarmi quando vuole, se si sente solo, o vuole approfondire qualche argomento, o vuole conoscere mia nonna. Stefano si chiama. Non mi ha più cercato ma resterà per sempre nel mio cuore.