Ammiro quelli che riescono a non fare un cazzo dalla mattina alla sera e poi dirsi stanchi. Servono predisposizione e coraggio. La predisposizione al cazzeggio senza perdita dell'orientamento e del senso temporale. Poi il coraggio: quello di specchiarsi in prospettive vuote, o di aprire la bocca senza curarsi del fatto che magari l'interlocutore è uno che invece è solito farsi un mazzo tanto. Viaggiano su un sentiero di velluto e d'ignota destinazione, riservandosi il lusso di non dover programmare praticamente nulla se non in una dimensione puramente teorica. Perchè poi se li vai a sentire hanno sempre un gran da fare. E sono stanchi. Molto stanchi.
mercoledì 22 agosto 2018
venerdì 20 luglio 2018
21 grammi

Non basta una vita per fare tutte le cose che si avrebbero voglia di fare. Confido nella reincarnazione. Con tutti i rischi che comporterebbe rinascere come qualcosa che, nel panorama universale delle creature viventi, non sia un soggetto dotato di senno e misura. Tipo una checca isterica, un esagitato o un razzista. Ma pare l'anima si porti dietro i principi e valori universali acquisiti nelle vite precedenti, e che il processo non sia regressivo. Certe conquiste fortunatamente sono per sempre.
venerdì 13 luglio 2018
Amore in pillole
Amo : il primo caffè della giornata, trovare 10 euro nella giacca dell'inverno scorso, parcheggiare
selvaggiamente, spingere il carrello lungo le corsie del supermercato, gli
sguardi d'intesa, i sorrisi gratuiti, scoprire una bella canzone, le tisane dai gusti improbabili, distendere le gambe sul pouf in wengè,
avere i capelli spettinati, i sughetti col pane, il momento in cui accendo il microfono,
immaginare accostamenti di colore, le mani che mi accarezzano i capelli, il solletico delle vibrisse di Mia sul mio naso, staccare il pollo arrosto
dall’osso, svegliarmi con la luce che spinge la porta socchiusa, la
perseveranza di Wyle il coyote, la risata di Motley, il tartufo inodore del cane, rispecchiarmi
nelle frasi dei libri che leggo, gli occhi ambrati, quando la pioggia batte sul parabrezza
o scende fittissima come nebbia e ti bagni anche le viscere,
tenere per mano i miei bambini, l’odore dell' incenso che proietta lontano, i profumi del sottobosco, la nudità del rock, i sospiri di sollievo, guidare lungo
strade semi vuote la sera, i giorni in cui mi sento vivace, posare la puntina del giradischi sui miei vinili, i sorrisi gratuiti, le bancarelle dell'artigianato, le atmosfere medievali, l'acuto di Since I've Been Loving You, risolvere cruciverba ermetici, camminare scalzo, i piccoli solchi sulle labbra carnose, la sabbia tra le dita, gli armadi ordinati, i pensieri disordinati...
martedì 26 giugno 2018
A prima vista
Sei la quintessenza di tutto quello che ho sempre desiderato. Dio ha dato il meglio di sé nel racchiudere nel tuo corpo e nella tua anima tutte le più belle cose che aveva a disposizione quando ha creato l'universo.
venerdì 18 maggio 2018
Il solitario del calcio
Non scrivo praticamente mai di calcio, perchè del calcio parlato mediamente ne ho le palle piene. Ma ho fatto il portiere per 30 anni, amando visceralmente quel ruolo, e a volte anche odiandolo. Nel mio piccolo quindi so cosa significa essere un portiere, so riconoscere la grandezza di un portiere, e aggiungo che so che quando sei davanti a un grande portiere solitamente sei davanti ad un uomo di grande personalità. Perchè fare il portiere richiede qualità che nessun altro ruolo richiede, diametralmente opposte eppure al contempo perfettamente integrate: estro, razionalità, istinto, fisicità, intuito, equilibrio mentale, autocontrollo, determinazione, carisma, umiltà, capacità di gestire le frustrazioni e di trasmettere fiducia, in se stessi e negli altri, concentrazione, creatività, responsabilità, anima da gregario, istinto solitario...Portiere è gioco ma anche scienza. Portiere non si fa, portiere si è.
mercoledì 16 maggio 2018
Sulla iperfelicità
Poi ci sono le persone che ridono perennemente, come se una scarica elettrica avesse distorto loro la piega della bocca e sgualcito le corde vocali. Alcune te la sbattono in faccia la felicità, "dai sorridi che la vita è bella"! magari dopo che hai raccontato loro che hai qualche debito consistente da pagare, o altre gatte da pelare. Clap clap. Ma in una qualche porzione del mio cervello si annida la convinzione che tutta quella chiassosa ostentata e costante gaiezza nasconda dell'altro. Mancanza di empatia? Incapacità ad interessarsi o farsi coinvolgere dagli accadimenti umani? Superficialità? Ipocrisia, nel senso del nascondere ciò che veramente hanno dentro? Chiamiamola voglia di dipingere forzatamente di rosa un' esistenza che lecitamente può avere colori anche diversi ma se non è rosa sei un perdente? Come la vuoi mettere, non ci vedo un pregio, una dote. A me quelli che ridono e sono sempre felici e vorrebbero che tu lo fossi, perché si sentono togliere le energie da chi non sorride quanto loro, mi sembrano burattini. Non c'è felicità nella poesia e nell'arte e nella musica a volte, che spesso nascono dallo svisceramento emozionale, dal dolore, dall'esigenza di riscatto...figuriamoci nelle nefandezze del genere umano, nella morte, nella mancanza di risorse, negli squilibri globali. Ti gireranno pure le palle un giorno in cui ti svegli con l'orticaria, o hai finito la carta igienica, o vieni licenziato, o leggi una brutta notizia sul giornale? No, loro ridono e vorrebbero che tutti lo facessero sempre, o forse anche non gliene frega nulla perché loro sono sereni a prescindere. La vita è bella, a prescindere. Ci sono persone che ridono con una costanza che io non capisco, o che meglio, e purtroppo, capisco fin troppo bene.
venerdì 11 agosto 2017
La guerra dei dementi
Vi presento due coglioni di incommensurabili proporzioni. Hanno in comune la megalomania, l'arroganza, la passione per Risiko e soldatini, e un parrucchiere cocainomane.
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